The Center for Italian Studies, school of language literature and Italian Culture
 
                       
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Students' essays and creative writing

Omar
di Nicola Pellegrini

Omar nacque in Libia nel 1962 in un piccolo villaggio non troppo lontano dalla città di Misurata. Il villaggio, separato dal Mediterraneo da una striscia di dune e situato su una grande oasi, era un posto di notevole bellezza e tranquillità ma purtroppo molto povero. Omar era l'ultimo di undici figli e ai genitori che ebbero una vita dura e faticosa, mancavano il vigore e la volontà di seguire il piccolo bambino che sembrava essere sempre affamato. Tuttavia con l'aiuto dei suoi fratelli e sorelle Omar, che era molto intelligente e perspicace, sopravvisse i primi anni della sua vita e diventò un ragazzo che godeva buona salute e agilità mentale. Quando aveva dodici anni Omar trovò un lavoro: aiutava un vicino di casa a coltivare frutta e verdura che poi portavano al mercato. Il vicino non era troppo vecchio ma soffriva di mal di schiena e non poteva cogliere la verdura. Al mercato Omar aveva un buon rapporto col popolo ma siccome era andato a scuola solo per due anni non poteva leggere o fare i conti come necessario. Quindi il vicino decise di fornirgli ulteriore istruzione. Prima di sposarsi, la moglie del vicino era stata una maestra di scuola e ogni pomeriggio lei insegnava a Omar la matematica, a leggere e la lingua Italiana. La maestra parlava bene Italiano perché quando era piccola conosceva tanti Italiani che abitavano in Libia in quel tempo.
Omar continuò a lavorare per il vicino per parecchi anni e diventò un capace imprenditore. Lui guadagnava abbastanza per mantenere se stesso ed anche per aiutare i suoi ma ad un certo punto si rese conto che per lui non c'era un avvenire in Libia e decise di andare in Italia come clandestino. Era consapevole del rischio in questa spaventosa avventura ma decise che probabilmente valeva la pena tentarla.
Innanzi tutto Omar dovette spiegare ai genitori i suoi motivi e il merito della sua decisione. Omar andava sempre d'accordo con i suoi e si amavano molto, specialmente perché lui era il più giovane, quindi iniziare questa conversazione era per lui molto difficile. Omar provò a parlargli tante volte senza successo ma un giorno, dopo una lunga discussione, decise di venire al dunque e disse le sue intenzioni senza ulteriore esitazione. All'inizio i genitori furono sconvolti ma alla fine Omar riuscì a convincerli che questo era il migliore piano d'azione per la sua vita. I genitori erano abituati a non preoccuparsi dei soldi e sapevano che con l'aiuto degli altri figli potevano arrangiarsi, quindi decisero di dare la propria approvazione a Omar e al suo piano. Per di più la possibilità d'avere un figlio sistemato in Italia era per loro molto confortante.
Al mercato Omar aveva udito per caso tante discussioni fra giovani, non solo disoccupati ma anche senza la speranza di trovare lavoro, sul miglior modo per arrivare all'isola di Lampedusa, il ponte tra Europa e Nord Africa. Di solito nel periodo estivo, Lampedusa è una delle principali mete per ondate di extracomunitari che emigrano soprattutto dalla Tunisia e dalla Libia per entrare in Italia e poi proseguire nell'Europa del nord. In genere i clandestini sono trasportati dalla costa del Nord Africa a Lampedusa in zattere non molto sicure e c'è sempre il rischio di naufragare e annegare nel mare. In aggiunta il viaggio è molto costoso e la possibilità di perdere tutti i soldi pagati al cosiddetto ‘capitano’ è notevole. Di solito i ‘capitani’ sono disonesti e l'avidità è il motivo prevalente che li spinge a organizzare il viaggio. Ogni tanto il ‘capitano’ sparisce con i soldi prima del giorno della partenza e quando c'è un viaggio spesso accade che le zattere siano sovraffollate e la probabilità che qualcuno cada fuori bordo è alta, soprattutto durante una burrasca. Nonostante questi rischi, Omar non vedeva l'ora di cominciare la nuova fase della sua vita.
Omar ebbe la gran fortuna d'arrivare a Lampedusa senza incidenti; il viaggio fu normale e non ci furono problemi con la zattera. Il capitano era un po' ubriaco durante il viaggio ma riuscì ugualmente a toccare terra con tutti a bordo sani e salvi. Inoltre, Omar possedeva ancora tutto il denaro con cui aveva cominciato il viaggio tranne quello che aveva dato al capitano. Arrivato a Lampedusa, Omar si riposò per un paio di giorni e cominciò a fare i piani per andare prima in Sicilia e dopo nel continente d'Italia.
Siccome parlava bene Italiano, Omar decise di rimanere in Italia e di non andare nell'Europa del Nord dove la possibilità di trovare lavoro era migliore. Dopotutto Omar aveva sempre vissuto in un clima temperato e a lui non piaceva l'idea di abitare in un paese dove l'inverno di solito dura 4 o 5 mesi e la temperatura spesso cade sotto zero. Quando partì per Lampedusa Omar pensava di fare una tappa in Sicilia ma poi gli venne l'idea di recarsi direttamente nella regione della Puglia. Quando studiava Italiano in Libia Omar lesse che la Puglia è sempre stata molto accogliente con i clandestini ed è sempre pronta a dare soccorso ai numerosissimi profughi arrivati sulle loro coste in condizioni disperate.
Omar arrivò in Puglia in tempo per la vendemmia e dopo il raccolto delle olive trovò subito lavoro in una grande fattoria non troppo lontana dalla città di Lecce. Omar era abituato a lavorare sodo per lunghe ore e fece una buona impressione sul proprietario della fattoria. Oltre alla fattoria, il proprietario possedeva un negozio a Lecce dove vendeva oggetti in ceramica, in cartapesta e varie cianfrusaglie e offrì a Omar un posto permanente nel negozio. Omar immediatamente accettò l'offerta e per la prima volta nella sua vita pensò che finalmente si era presentata l'opportunità di fare carriera.
Omar si lanciò nel nuovo lavoro immediatamente. Avendo un buon rapporto con i clienti, una forte etica del lavoro, e un vivo desiderio di avere successo negli affari, dopo pochi mesi fu evidente a tutti che lui avrebbe avuto gran successo e avrebbe diventato dirigente del negozio. E così accadde. Omar guadagnava bene e nel corso d'un paio d'anni comprò una macchina usata e abitava in un appartamento non troppo grande ma in una buona parte della città. Di solito lavorava più di 12 ore al giorno e quasi mai si permetteva un giorno libero. In generale era contento ma col passare del tempo si accorse che gli mancava qualcosa e che ci doveva essere ancora qualcosa nella sua vita a parte il lavoro. Cominciò a frequentare luoghi nella città dove si incontravano persone della sua età, cioè discoteche, campi sportivi e festival rock.
A lui piaceva tantissimo questa nuova fase della sua vita, soprattutto gli piaceva fare nuove amicizie e amiche e aver qualcuno con cui p chiacchierare o andare al cinema, in breve gli piaceva rilassarsi nel weekend. Ma purtroppo non era riuscito ancore a trovare quello che in realtà cercava, cioè una ragazza. Omar fece la conoscenza di tante belle donne ma a tutte mancava qualcosa: alcune erano donne sciocche senza un granello di buon senso, altre pensavano solo a sposarsi il più presto possibile, e furono queste che gli lasciarono con un vago senso di inquietudine, per un motivo che neanche lui capiva.
Tutto cambiò un bel giorno quando Chiara entrò nel negozio e gli chiese aiuto per comprare un regalo per i suoi, in occasione del loro anniversario di matrimonio. Chiara non era straordinariamente bella ma aveva un viso molto piacevole, non era tanto alta e anzi era un poco rotonda; aveva capelli bruni che portava in due lunghe trecce. Per Omar questo fu un colpo di fulmine, e dopo aver parlato con lei per un paio d'ore fu sicuro di aver trovato la sua anima gemella. Dopo poco la coppia diventò inseparabile e pensava solo di passare la vita insieme.
Omar comprò l'anello di fidanzamento e decise di chiedere la mano di Chiara nel giorno del suo compleanno. Ma ad un tratto tutto cambiò nella primavera di 2011.Ogni giorno Omar seguiva le notizie della Libia e della battaglia contro Gheddafi per la liberazione del paese, in particolare notizie su Misurata. Non pensò d'andare in Libia per combattere contro le forze armate di Gheddafi ma d'aspettare la fine della guerra e di tornarci per aiutare a ricostruire la sua patria. Essendo un uomo d'affari e un dirigente, Omar possedeva tutte le qualità necessarie per riavviare l'economia della Libia e si sentì in dovere di partire per la Libia finita la guerra. Omar tentò di spiegare le sue motivazioni a Chiara ed era sicuro di convincerla ad accompagnarlo ma lei non comprese niente perché era in stato di shock. Chiara non era mai stata una donna audace, al contrario era un po' timida, e l'idea di abitare in Libia anche se con Omar e lasciare la sua famiglia fu per lei spaventosa. In aggiunta Chiara era molto religiosa e teme di non poter praticare più la fede cattolica in Libia. La decisione fu difficile ma alla fine ambedue accettarono il fatto che non c'era nient'altro da fare che separarsi.


(Un racconto di Nicola Pellegrini. Livello di Italiano Avanzato. Spring 2012)

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Essays on La Meglio Gioventu'
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La Meglio Gioventù è una saga della famiglia Carati per 40 anni, a partire dal 1966. Il film fa rivivere molte delle tendenze politiche e culturali in Italia durante questo periodo, coinvolgendo i primi personaggi direttamente negli eventi.
Il padre, sempre ottimista, è un esempio dell'ambizione e della creatività che ricostruirono l'Italia dopo la guerra. Nicola e Giulia si coinvolgono nei disordini universitari della fine del 1960, e Matteo mostra la brutalità della polizia nel trattare con loro (negli Stati Uniti abbiamo avuto Kent State). Giulia è coinvolta nel movimento rivoluzionario delle Brigate Rosse e abbandona la sua vita privata. Nicola fa come sua missione la chiusura degli ospedali psichiatrici e l'integrazione dei pazienti nella vita normale. Più tardi, vediamo il potere della mafia in Sicilia, la frattura di questo, e gli scandali politici delle tangenti.
Alcuni dei personaggi sono abbastanza complessi, ed è interessante vederli sviluppare. Quando incontriamo la madre della famiglia Carati sembra una bisbetica. Più tardi vediamo che lei è una ottima insegnante e madre. E' presa dalla disperazione per la morte di Matteo, ma questa viene trasformata dalla gioia nel trovare il figlio di lui, Andrea. Lei scopre una nuova vita con Mirella e Andrea, e mostra un lato molto pratico trattando con gli operai. È gratificante vedere la felicità che raggiunge alla fine.
Nicola è quasi un santo. Lui è sempre ottimista, sopporta tanto pazientemente, e aiuta così tante persone. Lui è un medico meraviglioso, un buon padre e amico. La sua fedeltà per Giulia, nonostante lei lo abbia abbandonato , è notevole e dimostra una grande forza morale. Dà nuova vita a Giorgia. Fa felici, alla fine, vederlo trovare l'amore con Mirella, mentre lo spirito di Matteo si unisce a loro.
Matteo è un grande mistero. Lui è molto attraente e affascinante, molto intelligente e perspicace. Ma dentro sembra un vulcano che entra in eruzione alla minima provocazione. All'esame si identifica immediatamente in un poeta piuttosto oscuro del 14° secolo, che mostra che ha studiato molto bene. Ma perché non ha collaborato durante l'esame? Dopo avere abbandonato la sala degli esami, non tornerà mai più alla vita della famiglia Carati, tranne che per i momenti fugaci. È questa la sua vergogna? Le sue motivazioni danno perplessità, ad esempio quando visita il disabile Luigi, Matteo sembra molto deluso quando scopre che Luigi ha una fidanzata. Quando Matteo è saltato dal balcone, il mio cuore si è rotto. Per lui avevo la speranza che la sua vita si sarebbe regolarizzata. Alla fine Andrea e la sua ragazza partono per Capo Nord, dove entrambi i suoi padri erano diretti nel 1966, ma che nessuno dei due aveva raggiunto. Quindi il futuro è promettente.
Questo film mi ha dato tanti momenti emotivi, sia di dolore che di gioia. Tutto sommato è stata una meravigliosa esperienza studiare questo film.

(Ray Mitzel. Intermediate Italian, Level 1, 2012)

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La Meglio Gioventù è un film indimenticabile. Anche se il punto di vista è quello dell'osservatore onnisciente, non ci si sente separati né dagli eventi della storia né dalle emozioni dei personaggi. Si infilano nel cuore, dove si mettono comodi, venendo in mente improvvisamente di volta in volta, come se i ricordi e gli eventi della vita della famiglia Carati fossero proprio i nostri, altrettanto personali e preziosi.
Questa è principalmente la storia di una famiglia: quella della nascita, della cerchia di amici che diventa una famiglia, ed anche della nazione che funziona come una famiglia nel bene e nel male. Si seguono i Carati dagli anni sessanta, con i fratelli Nicola e Matteo sul ciglio della loro maturità, fino al 2003, periodo in cui la loro generazione si sta affermando nel mondo, un mondo molto diverso da quello dei genitori. Nessuno è escluso. Ogni protagonista ha sue difficoltà da superare, ciascuno ha voglia di migliorare il mondo.
Matteo Carati è molto sensibile e artistico, pieno di sogni e di poesia; lui non è mai a suo agio nella vita, ne' con se stesso. Nicola è il fratello pratico. La sua sensibilità non è un impedimento per lui, invece sembra che trovi sempre una strada attraverso il lutto e le difficoltà, mantenendo il suo cuore aperto e mostrando gentilezza a tutti.
All'inizio i fratelli incontrano una bellissima ragazza, Giorgia, che suo padre e la sua matrigna hanno abbandonato in un manicomio. Lei è spaventata e quasi incapace, dopo i trattamenti di elettroshock. La loro amicizia con Giorgia, e la ricerca di una soluzione positiva per la sua situazione, finisce invece in un fallimento e mette in moto i loro rispettivi destini.
Nicola dedica la sua vita alla guarigione dei malati, cercando di riformare dall'interno il sistema psichiatrico per quelli come Giorgia. Matteo fa l'agente di polizia in uno sforzo di soddisfare il suo profondo bisogno di giustizia. Purtroppo, il suo carattere non sopporta la burocrazia. Alla fine Matteo è vinto da un senso di futilità e si suicida. In questo modo lascia la sua famiglia in un dolore grave e lunghissimo. Però, senza saperlo , ha anche lasciato la più grande fonte della sua cura, suo figlio Andrea.
Nel finale, Nicola si sveglia a un nuovo senso di possibilità per la sua vita: viene a riconoscere l'amore che ha trovato con Mirella, la madre di Andrea, il figlio di suo fratello. L'essenza della vita di Matteo è completata dalla loro unione ed anche noi siamo contenti per la forza della loro felicità, non più estranei, ma ora proprio vecchi amici.
( Susan White. Intermediate Italian, Level 1, 2012)

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Paragone fra Matteo e Achille

Secondo la mitologia greca, Achille è stato l'eroe della guerra di Troia ed era considerato il piu` bello e, forse, il piu` amato degli dei. Tuttavia ad Achille è stato dato il compito di tenere il dolore e la tristezza della sua gente nel suo cuore.
Quando Andrea chiede a Nicola come era suo padre, Nicola dice che Matteo era come Achille —coraggioso e triste. Nicola dice che gli dei amavano Achille cosi tanto che gli avevano permesso di visitare la Terra a condizione che lui tornasse poi da loro. Prima di partire dalla Terra Achille ha lasciato un regalo, - o un segno - cosi che gli uomini non lo dimenticassero. Nicola finisce dicendo ad Andrea, che lui è come quel regalo--o quel segno.
Come Achille, Matteo portava dentro sè stesso una grande tristezza. Forse, per Matteo, questa tristezza erano i torti commessi contro gli individui nella sociatà, che lui non era riuscito ad aggiustare. Insomma, dopo la morte di Matteo, la famiglia ha ricevuto molti regali - o segni - che erano il risultato della sua vita sulla Terra.
Oltre ad Andrea, il regalo più importante è stato l'amore fra Nicola e Mirella. Questa amore cresce durante la seconda parte del film, e, alla fine del film noi vediamo ancora Matteo. Come in un sogno, lui abbraccia Mirella e Nicola, dandogli il permesso, infine, di stare insieme. L'amore è il piu` grande regalo che Matteo possa dare a suo fratello e alla sua famiglia; e, dando questo regalo, Matteo sta portando via con sè tutta la tristezza e la sta rimpiazzando con l'amore.
( Ann Tyler. Intermediate Italian, 2012)

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La Meglio Gioventù e l'amore

Un tema presente per tutto il film è l'amore. All'inizio del film, vediamo l'amore della famiglia. Nicola e Matteo, due fratelli, mostrano un grande amore l'uno per l'altro. I loro genitori li trattano con molto amore, e tutti sembrano adorare Francesca, la sorella minore.
L'amore che entrambi I fratelli sentono per Giorgia è un amore protettivo. Entrambi sono dispiaciuti per lei e vogliono cercare di aiutarla. Lei, a sua volta, li ama perchè si sente al sicura con loro.
Un altro esempio di amore è l'amore di lunga data tra i genitori. Anche se sposati da molti anni, l'amore che provano l'uno per l'altro è molto e in una scena dicono che si sarebbero sposati di nuovo e avrebbero fatto tutto da capa.
Giulia ha problemi con l'amore. Ama Nicola, ma il suo amore per lui non è sufficiente per tenerla fuori dalle sue attività illegali nelle Brigate Rosse. Anche il suo amore per sua figlia non è sufficiente per tenerla a casa.
Quando Mirella incontra Matteo, entrano in un amore complicato. Essi sono attratti l'uno dall'altro, ma Matteo non può lasciarsi avvicinare da nessuno, e non può far fronte alla sua vita.
Mirella trasforma il suo cuore spezzato in amore per il figlio, più tardi, in amore per la madre di Matteo, e, infine, realizza il suo amore per Nicola.
Un altro tipo di amore che è presente nel film è l'amore tra amici. Carlo, un caro amico dei fratelli, sposa la loro sorella, e per tutto il film, il suo amore per loro è sempre presente. Carlo insieme con Berto sono amici di Nicola per la vita.
L'amore di un genitore per un bambino è mostrato attraverso l'amore di Nicola per Sara, e quello di Mirella per Andrea. Vediamo anche come l'amore di Adriana per i suoi figli è dato a suo nipote, Andrea.
Tutte le relazioni nel film sono basate su queste diverse forme di amore.

(Esther Jacobson. Intermediate Italian, Level 1, 2012)




 
 
 
 
  
  
  
  
  
  
  
  
  
  
  
  
 
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